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IL “CASO”

«Anche CasaPound rientra negli sgomberi»

Il ministro dell’Interno Piantedosi replica al collega di governo Giuli che aveva parlato di legalizzazione

Pubblicato il: 23/08/2025 – 18:47
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ROMA “Anche CasaPound rientra, io sono stato da prefetto di Roma quello che l’ha inserito nell’elenco dei centri che sono da sgomberare, prima o poi arriverà anche il suo turno”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi interpellato a margine del Meeting di Rimini dopo lo sgombero del centro sociale Leoncavallo di Milano.   A chi gli fa notare che il collega di governo Alessandro Giuli ha detto che l’immobile di CasaPound potrebbe non essere sgomberato, il ministro spiega: ‘Credo abbia detto che se si legalizza in qualche modo potrebbe non essere sgomberato. È successo già ad altri centri, il comune di Roma ha comprato addirittura delle strutture per legalizzarli, è successo anche in altre città”. “Episodi come quelli avvenuti recentemente a Ravenna dove sono stati arrestati 8 minori tunisini non accompagnati, tutti tra i 16 e i 17 anni cui – tra furti, rapine, aggressioni, spaccio, detenzione di armi, ricettazione, lesioni, intimidazioni e perfino un tentato omicidio – sono stato contestati un totale di 34 reati “dicono semplicemente una cosa: che non basta lavarsi la coscienza, dare un permesso di soggiorno e sistemare una persona in un centro di accoglienza per fare in modo che ci sia un’integrazione effettiva”. Lo ha detto, a margine del Meeting di Rimini, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “Ci vuole un’immigrazione sostenibile – ha argomentato – ci vuole la possibilità di attivare percorsi di integrazione, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni. Ecco – ha aggiunto – perché noi come governo stiamo cercando di fare in modo, senza negare nessuna formula di accoglienza, di integrazione, dir limitare i flussi di ingressi irregolari. Questo – ha concluso – nella direzione di una immigrazione sostenibile per il nostro Paese”. (Ansa)

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