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La Manovra è legge: ecco tutte le misure per la sanità

Dall’incremento del Fondo nazionale alle assunzioni, per finire all’audit per le Regioni sotto soglia Lea

Pubblicato il: 01/01/2026 – 17:19
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La Manovra è legge: ecco tutte le misure per la sanità

ROMA La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge di Bilancio, dopo la fiducia posta dal Governo, nel testo già licenziato la scorsa settimana dal Senato. Il provvedimento ora è legge. Diverse le misure dedicate alla sanità secondo quanto riferisce “Quotidiano Sanità”. Anzitutto si prevede un incremento del Fondo sanitario nazionale per l’anno 2026 di 2.382,2 milioni di euro che si aggiunge a quanto già programmato per lo stesso anno con la legge di bilancio 2025, determinando un finanziamento complessivo per il 2026 di 142,9 miliardi di euro, superiore di oltre 6,3 miliardi di euro rispetto al finanziamento per l’anno 2025. Si prevede inoltre un incremento del Fondo sanitario nazionale di 2.631 milioni di euro per l’anno 2027 e 2.633,1 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2028. Sul versante del personale, al fine di ridurre le liste d’attesa, viene autorizzata l’assunzione, da parte delle aziende e degli enti dei servizi sanitari regionali, di personale a tempo indeterminato in deroga ai vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia, nel limite di spesa complessivo di euro 450.000.000 annui a decorrere dall’anno 2026. Si prorogano inoltre i termini utili a completare le procedure di assunzione del personale chiamato in causa durante il periodo dell’emergenza pandemica.  In via sperimentale – annota poi “Quotidiano Sanità” –  le Regioni avranno la possibilità — nel rispetto dei loro bilanci e delle regole nazionali sulla spesa del personale — di aumentare leggermente i fondi destinati ai premi e alle indennità di chi lavora in pronto soccorso. Si incrementano, poi, le indennità di specificità per dirigenza sanitaria, medici, infermieri e operatori sociosanitari. Cambiano i cosiddetti tetti di spesa farmaceutica.  Il tetto di spesa per acquisti diretti, cioè i farmaci comprati direttamente dalle strutture sanitarie (ospedali e Asl), viene aumentata dello 0,30%; mentre il tetto per la spesa convenzionata, cioè i medicinali che i cittadini prendono in farmacia con ricetta, pagandoli in parte o totalmente tramite il Ssn, crescerà dello 0,05%. La quota per i gas medicinali resta invariata. La spesa stimata è di 350 mln. Conseguentemente, il Fondo per i farmaci innovativi è ridotto a decorrere dall’anno 2026 di 140 milioni di euro annui. E ancora, a partire dal 2026, lo Stato stabilisce un nuovo limite nazionale di spesa per l’acquisto dei dispositivi medici con uno stanziamento di 280 mln.  Finora questo tetto era fissato a una percentuale più bassa (circa il 4,4% del Fondo sanitario nazionale). Con la nuova norma, il limite viene aumentato al 4,6%, riconoscendo che i costi e il fabbisogno di dispositivi medici sono cresciuti negli ultimi anni, anche a causa dell’innovazione tecnologica e del rinnovo delle attrezzature ospedaliere. Si prevede un finanziamento di 100 milioni per avviare l’adeguamento delle tariffe ambulatoriali, che sia aggiunge a quello già approvato con la legge di bilancio 2025 a valere dal 2026, di 1 miliardo di euro per la revisione delle tariffe di ricovero e di riabilitazione. Trovano spazio, inoltre, misure che puntano a potenziare la medicina di precisione e la prevenzione; nasce un Fondo per interventi normativi in materia di prevenzione, formazione, informazione e cura della celiachia; e si prevede un intervento finalizzato al potenziamento degli interventi per migliorare i livelli di assistenza legati alla tutela della salute mentale, e del sistema di cure palliative. Infine – ricorda “Quotidiano Sanità” – le Regioni che non raggiungono la “soglia di garanzia minima” in una o più delle macro-aree di assistenza sanitaria (o per singoli indicatori) previste dal sistema di monitoraggio nazionale, dovranno essere sottoposte a un audit specifico.

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