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i numeri e l’analisi

Export bevande, al Vinitaly la buona notizia del +28%

Agronetwork ha presentato alla fiera veronese gli ultimi dati Nomisma

Pubblicato il: 14/04/2026 – 19:25
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Export bevande, al Vinitaly la buona notizia del +28%

VERONA A Vinitaly Agronetwork ha promosso l’incontro “Andamento delle bevande in Italia. Tematiche e tendenze”, un momento di dialogo tra i rappresentanti delle principali categorie su scenari e nuove dinamiche di mercato, consumi, export.
Il dibattito ha visto la partecipazione di Giordano Emo Capodilista, vicepresidente di Confagricoltura, Piero Mastroberardino, vicepresidente Federvini e coordinatore del Tavolo nazionale della filiera vitivinicola, Emanuele Di Faustino, responsabile Industria retail e servizi di Nomisma, David Dabiankov, direttore generale Assobibe, Giovanni Clerici, direttore generale Mineracqua, Paolo Merlin, vicepresidente Assobirra, Bruno Malavasi, presidente del Consorzio Vermouth di Torino, Cesare Mazzetti, presidente del Comitato nazionale acquaviti e liquori di AssoDistil, e Sebastiano Caffo, presidente del Consorzio Nazionale Grappa.
L’appuntamento ha restituito l’immagine di un comparto strategico per il Made in Italy, chiamato oggi a misurarsi con uno scenario più complesso, segnato da incertezze macroeconomiche e geopolitiche, nuove pressioni inflazionistiche, aumento dei costi e trasformazione dei modelli di consumo.

I numeri

Dall’analisi presentata da Nomisma è emerso come il settore delle bevande in Italia conti oltre 3.100 imprese industriali dando lavoro a 42.700 addetti generando un fatturato di 26,3 miliardi di euro dei quali 11,9 miliardi di euro provengono dall’export, un valore pari ad oltre il 20% delle esportazioni complessive del food&beverage.
Sul fronte estero, infatti, il settore conferma una forte vocazione internazionale: tra il 2019 e il 2025 l’export italiano di bevande è cresciuto del 28%, nonostante una flessione del 2,5% nel 2025, dovuta soprattutto al rallentamento di alcuni mercati chiave, in particolare Stati Uniti, Regno Unito e Germania.
Negli ultimi due anni i consumi in volume hanno mostrato andamenti differenziati tra i vari comparti: calano vino, spirits e soft drinks, mentre crescono birra e acque minerali. È il segno di un mercato in evoluzione, nel quale il consumo non scompare ma si ricompone secondo nuove priorità, nuovi stili di vita e una maggiore attenzione al valore complessivo dell’esperienza. Le tendenze richiamate durante l’incontro hanno riguardato, tra l’altro, il benessere fisico e mentale, l’interesse per i prodotti low e no alcol, la mixology, la personalizzazione dell’offerta e la valorizzazione del Made in Italy anche attraverso i flussi turistici internazionali.

L’analisi di Caponi e Callini

Il direttore generale di Confagricoltura Roberto Caponi ha ricordato: “L’attuale situazione geopolitica sta generando una forte incertezza nei consumi, rendendo necessario un momento di riflessione per le associazioni di categoria. Le nuove tendenze evidenziano infatti l’importanza di orientare la produzione verso prodotti maggiormente in linea con le aspettative del mercato. Tra i segnali più rilevanti emerge una crescente attenzione dei consumatori verso la salute e la qualità degli alimenti”.
In questa fase di incertezza e continui cambiamenti, è emersa la necessità di accompagnare con maggiore energia il settore delle bevande sostenendone competitività, capacità di innovazione e presidio dei mercati. Un lavoro che chiama in causa tutte le filiere e che rafforza il valore del dialogo tra imprese, rappresentanze e analisi economica, nella prospettiva di una crescita più solida e consapevole.
Giulia Callini, segretario generale di Agronetwork ha ribadito: “Agronetwork per il terzo anno a Vinitaly, nello spazio di Confagricoltura, fa dialogare tutto il comparto beverage. È emerso oggi l’interesse al cibo di qualità e alla salute. Un dato significativo che trova conferma anche nell’ultima ricerca demoscopica realizzata da Format sui consumi alimentari in Italia, che presenteremo il prossimo 20 aprile a Roma, in occasione delle giornate del Made in Italy”.

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