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Il vicepresidente Svimez a Cosenza promuove la Zes e la crescita dei distretti del Sud

Gian Paolo Manzella ospite di Confindustria Cosenza. «Imprese calabresi orientate ai mercati internazionali, attente al ricambio generazionale»

Pubblicato il: 24/04/2026 – 14:30
di Fabio Benincasa
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Il vicepresidente Svimez a Cosenza promuove la Zes e la crescita dei distretti del Sud

COSENZA Il ruolo dell’industria nel Mezzogiorno è al centro del dibattito economico, caratterizzato da una fase di trasformazione che lega politiche europee e investimenti pubblici. In questo quadro si inserisce il confronto promosso da Confindustria Cosenza, uno spaccato significativo sulle prospettive industriali del Sud impreziosito dalla presenza del vicepresidente di Svimez Gian Paolo Manzella. Che ha richiamato il nodo strategico delle politiche territoriali, delle Zes e dell’impatto del Pnrr. «Il Mezzogiorno è in un momento importante, ci sono delle linee di politica industriale molto significative che vengono dall’Europa con dei fondi consistenti e delineano una possibile strategia sulle energie rinnovabili, e su tutte le produzioni legate all’eolico, al fotovoltaico, dove persistono ampi spazi su cui investire». Al tavolo di confronto hanno partecipato anche il presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara e quello di Confindustria Cosenza Giovan Battista Perciaccante.

L’impatto della Zes e del Pnrr

«Bisogna integrare le politiche nazionali con le politiche europee, quindi Europa, Stato, Regioni», aggiunge Manzella. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è agli sgoccioli, che impatto ha avuto al Sud? «Il Pnrr ha sicuramente cambiato le cose, questo ha portato ad un modo nuovo di interpretare gli investimenti e legarli a determinati risultati». E la Zes? «Per quanto riguarda la Zes Unica, la nostra valutazione è positiva. Ha attivato molti investimenti e soprattutto – da un punto di vista simbolico – ha ricollocato il Mezzogiorno come area di sviluppo non parcellizzata ma integrata anche perché queste sono le indicazioni che vengono dall’Unione Europea. Dobbiamo stare attenti ad integrare gli investimenti, ad occuparci degli impatti sulle macro-regioni».

I distretti del Mezzogiorno

Nel dibattito pubblico italiano, scrive Federico Fubini sul Corriere della Sera, sta accadendo qualcosa che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato controintuitivo: «se l’essenza del giornalismo è l’uomo che morde il cane, allora è il momento di parlare del Mezzogiorno d’Italia». Perché il Sud «sta battendo il Nord, per certi aspetti. Soprattutto, sta battendo il Centro del Paese».
Nel suo articolo, Fubini descrive un Mezzogiorno che cresce più della media nazionale e che, in alcune aree, si sta inserendo meglio nelle catene globali del valore rispetto a distretti storici del Centro-Nord, ancora legati alla meccanica e all’automotive. I comparti più dinamici, invece, sono quelli del digitale, dell’aerospazio, della farmaceutica, dei semiconduttori e delle tecnologie verdi». L’analisi di Fubini è illuminante per Manzella. «In alcune delle filiere strategiche del Sud rintracciamo elementi caratterizzanti della politica industriale europea, dobbiamo continuare ad investire, nel Mezzogiorno le eccellenze esistono ed esprimono grandissima qualità».

La visita alle aziende calabresi

Il vicepresidente di Svimez, ieri, ha visitato quattro aziende del Cosentino. «La Svimez ha deciso da qualche tempo di scendere un po’ più sul terreno e di andare a trovare le imprese, perché nel confronto emergono problematiche, opportunità e suggerimenti utili». Manzella ritiene fondamentale «il valore della famiglia nelle imprese, il passaggio di generazione in generazione», e poi «ho visto anche una prospettiva verso i mercati internazionali» e «verso altri operatori del settore in altre regioni».
In riferimento al mini tour Giovan Battista Perciaccante, presidente di Confindustria Cosenza, ha detto: «Ho chiesto al vicepresidente Manzella di sostenerci per far conoscere ancora meglio le aziende calabresi, è importante anche per dimostrare ai più giovani che è possibile fare impresa a queste latitudini. Dobbiamo trattenere i nostri ragazzi, il futuro è dei giovani», chiosa Perciaccante. (f.benincasa@corrierecal.it)

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