’Ndrangheta e affari nel legname, 8 condanne e 52 assoluzioni – NOMI
Il Tribunale di Crotone infligge complessivamente 66 anni e sei mesi. Pene più alte per Mario Donato Ferrazzo e Francesco Ferrazzo. Assolta Serravalle Energy, disposte confische e risarcimenti
CROTONE Otto condanne per complessivi 66 anni e sei mesi di reclusione, 52 assoluzioni e diverse posizioni definite per prescrizione. È il verdetto pronunciato dal Tribunale di Crotone nel processo ordinario nato dall’inchiesta “Black Wood”, il procedimento che aveva acceso i riflettori sugli interessi della cosca Ferrazzo di Mesoraca nel settore boschivo e nella filiera del legname destinato agli impianti a biomasse. Il collegio (presieduto dal giudice Edoardo D’Ambrosio) ha letto il dispositivo al termine dell’udienza del 23 luglio. Le pene più pesanti sono state inflitte a Mario Donato Ferrazzo, condannato a 18 anni e sei mesi, e a Francesco Ferrazzo, per il quale sono stati disposti 13 anni di reclusione.
Le otto condanne
Undici anni e sei mesi sono stati inflitti a Francesco Trocino, mentre Costantino Calaminici è stato condannato a 10 anni e sei mesi; 6 anni sono stati disposti per Pasquale Spadafora; 3 anni per Domenico Vincenzo Nicolazzi e 2 anni ciascuno per Giuseppe Lamanna e Gaspare Caligiuri. Per quest’ultimo il Tribunale ha concesso la sospensione condizionale della pena. Nei confronti di Mario Donato Ferrazzo, Francesco Ferrazzo, Trocino, Calaminici e Spadafora sono state applicate anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’interdizione legale durante l’esecuzione della pena. Per alcuni dei condannati sono state inoltre disposte specifiche interdizioni dall’industria del legno, dagli uffici direttivi delle imprese e dalla possibilità di contrattare con la pubblica amministrazione. Mario Donato Ferrazzo, Francesco Ferrazzo, Trocino e Calaminici saranno sottoposti alla libertà vigilata per tre anni dopo l’espiazione della pena. Due anni di libertà vigilata sono stati invece disposti per Spadafora.
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Le assoluzioni
Il verdetto ridimensiona tuttavia in maniera significativa il peso originario dell’inchiesta. Ernesto Ferrazzo è stato assolto dalle accuse contestate «per non aver commesso il fatto» e il Tribunale ne ha ordinato l’immediata liberazione, qualora non detenuto per altra causa. Mario Donato Ferrazzo è stato inoltre assolto da due capi perché «il fatto non sussiste», pur venendo condannato per le altre contestazioni. Assolti dalle accuse loro mosse anche numerosi imprenditori, operatori del settore e soggetti coinvolti nei diversi filoni dell’inchiesta. Tra questi figurano i componenti della famiglia Serravalle, che erano stati chiamati a rispondere di alcune delle contestazioni relative alla filiera del materiale conferito all’impianto. Il Tribunale ha assolto anche la società Serravalle Energy, stabilendo che «l’illecito amministrativo non sussiste». Per molte altre posizioni è stata pronunciata assoluzione perché il fatto non sussiste o perché gli imputati non lo avevano commesso.
Le prescrizioni
Diverse contestazioni sono state riqualificate dal collegio, con la conseguente esclusione dell’aggravante mafiosa e la dichiarazione di prescrizione. Non luogo a procedere, tra gli altri, per Maria Teresa Ferrazzo e Luca Pepe, dopo la riqualificazione delle accuse in falsità ideologica. Prescrizione anche per Arduino Foresta, Salvatore Bianco, Stefano Mauro, Mimmo Fontana e Giuseppe Grimaldi in relazione ai reati loro contestati, dopo la modifica della qualificazione giuridica o l’esclusione dell’aggravante prevista per i reati agevolati dalla criminalità organizzata.
Le confische e i risarcimenti
Il Tribunale ha disposto la confisca della Fke Legnami società a responsabilità limitata semplificata e della Industria boschiva Spadafora Pasquale, comprese le strutture aziendali, le partecipazioni e i conti correnti riconducibili alle imprese. Confiscati anche i mezzi di trasporto riferibili alla Tpk srl. Per quanto ancora sottoposto a sequestro e non interessato dalle confische è stato disposto il dissequestro e la restituzione agli aventi diritto. I condannati dovranno inoltre risarcire i danni alla Regione Calabria, che saranno quantificati in un separato giudizio. Il Tribunale ha disposto una provvisionale immediatamente esecutiva di cinquemila euro per ciascuno. Mario Donato Ferrazzo, Francesco Ferrazzo e Francesco Trocino dovranno risarcire anche il Forum delle associazioni antiusura, con una provvisionale di tremila euro ciascuno. Il collegio ha infine dichiarato false alcune perizie di stima firmate da Luca Pepe e Maria Teresa Ferrazzo, ordinandone la cancellazione, e ha trasmesso alla Procura di Crotone il verbale di una precedente udienza per valutare la posizione di Francesco Colombano in relazione all’ipotesi di falsa testimonianza. (redazione@corrierecal.it)
Del collegio difensivo fanno parte gli avvocati Francesco Verri, Vincenzo Ioppoli, Angela La Gamma e Luigi Morrone.
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