Chiusura della tendopoli di San Ferdinando, Mantovano in Calabria
Domani la visita del sottosegretario alla presidenza del Consiglio
ROMA La chiusura della tendopoli di San Ferdinando entra nella fase conclusiva. Venerdì 31 luglio il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, sarà nella Piana di Gioia Tauro per seguire da vicino le operazioni di rimozione dell’insediamento che, dal 2008, ha ospitato migliaia di lavoratori migranti impiegati nelle campagne. Accompagnato dal commissario di Governo, il prefetto Fabio Ciciliano, Mantovano raggiungerà intorno alle 10 la tendopoli per un sopralluogo e successivamente visiterà, in contrada Serricella, gli alloggi destinati ad accogliere i migranti regolarmente presenti sul territorio. Nel pomeriggio si trasferirà poi a Napoli, dove presiederà in Prefettura una nuova riunione della Cabina di regia dedicata alla “Terra dei Fuochi”, alla presenza anche del viceministro dell’Ambiente, Vannia Gava.
La visita arriva a poche ore dall’annuncio del sindaco di San Ferdinando, Gianluca Gaetano, che durante il Consiglio comunale ha comunicato il sostanziale completamento del trasferimento degli ospiti della tendopoli. Il Comune ha inoltre approvato il regolamento che disciplinerà l’utilizzo degli alloggi di Rosarno, destinati ad accogliere la maggior parte dei migranti che non sono stati inseriti nei Cas della provincia o nei progetti Sai.
Il complesso abitativo, composto da cinque edifici realizzati dalla Regione con fondi vincolati e concessi temporaneamente dal Comune di Rosarno a quello di San Ferdinando, rappresenta il fulcro del piano di superamento della tendopoli. Quattro palazzine saranno destinate alle abitazioni, mentre la quinta ospiterà servizi socio-assistenziali e sanitari attraverso il nascente Polo sociale integrato dei Comuni di San Ferdinando, Rosarno e Gioia Tauro, finanziato nell’ambito del progetto Su.Pre.Me. 2.
Secondo il piano predisposto dalla Struttura commissariale per la riqualificazione delle aree ad alta vulnerabilità, gli alloggi saranno assegnati ai migranti regolarmente presenti e con i requisiti previsti, dietro il pagamento di un canone calmierato. L’obiettivo è archiviare definitivamente una realtà che per anni è stata simbolo di degrado, emergenza abitativa e criticità sotto il profilo igienico-sanitario e dell’ordine pubblico, favorendo al tempo stesso migliori condizioni di vita e una maggiore integrazione dei lavoratori stranieri. (redazione@corrierecal.it)
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