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Le Amministrative in Calabria “stress test” politico. Ma questa non è una regione per le donne…

Il voto ha un indubbio valore per centrodestra e centrosinistra. A Reggio match di livello nazionale ma anche altre realtà sono significative. Il dato negativo delle poche candidate sindaco

Pubblicato il: 25/04/2026 – 18:22
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Le Amministrative in Calabria “stress test” politico. Ma questa non è una regione per le donne…

LAMEZIA TERME Tantissimo civismo, spesso anche trasversale, con “minestroni” di pezzi di centrodestra e centrosinistra alleati perché gli interessi localistici spesso non coincidono con quelli generali, ma anche sfide politiche di notevole significato. E poi, però, anche un grave vulnus: la “disparità” di genere, perché le candidate sindaco si contano più o meno sulle dita di quattro mani. Al termine della presentazione delle liste per le Amministrative in Calabria – il 24 e il 25 maggio si voterà per rinnovare sindaci e Consigli in una ottantina di Comuni, poco meno di un quarto della regione – si può tracciare la “fotografia” di una tornata che sarà comunque un banco di prova impegnativo per le coalizioni e i partiti, perché alle urne vanno due capoluoghi di provincia su 5 e centri di una certa rilevanza per diversi motivi.

Il test (nazionale) di Reggio

Insomma, per il centrodestra e per il centrosinistra sarà comunque un test, anzi uno stress test, sia pure parziale, perché le Amministrative arrivano anche a distanza di poche settimane dal referendum: certo, si tratta di due elezioni chiaramente non comparabili, ma la sconfitta referendaria obbliga il centrodestra calabrese, che qui governa la Regione con il leader di Forza Italia Roberto Occhiuto, a una prova di riscatto, con in più l’obiettivo-imperativo di iniziare a invertire il trend che vede lo schieramento al momento escluso dalla guida delle città capoluogo. I riflettori sono ovviamente puntati su Reggio Calabria, che è una delle città metropolitane d’Italia e rappresenta un match di indubbia valenza nazionale. Perché qui si sfidano due pesi massimi. Il centrodestra schiera come candidato sindaco il segretario regionale di Forza Italia Francesco Cannizzaro, macchina da guerra sul piano elettorale (si ricorda che il territorio reggino è stato l’unico nel Sud in cui il sì al referendum sulla giustizia sostenuto dal centrodestra ha vinto…). Quasi superfluo evidenziare il significato di questa discesa in campo, anche se non soprattutto alla luce delle dinamiche che stanno interessando – e un po’ terremotando – Forza Italia a Roma, con la spinta al rinnovamento voluta dalla famiglia Berlusconi e la leadership di Antonio Tajani insidiata da diversi big, Occhiuto compreso. Da segnalare il ritorno al centro della scena politica, in qualità quasi di “padre nobile” del centrodestra, di Peppe Scopelliti, oggi in orbita Lega. Da segnalare anche il sostegno a Cannizzaro da parte dei calendiani di Azione: anche questo può essere un dato signifcativo e indicativo. Dall’altro lato il centrosinistra schiera un nome “forte” del Pd, Mimmo Battaglia, già capogruppo dem alla Regione alcuni anni fa nella legislatura Oliverio: la sfida in riva allo Stretto è un esame e uno snodo delicato anche per due figure di rango del Pd, il segretario calabrese Nicola Irto e l’ex sindaco Peppe Falcomatà. Per loro perdere Reggio e/o perderla male potrebbe avere qualche effetto in proiezione futura.

Le altre sfide di livello

Ma occhi puntati anche su Crotone, realtà laboratorio soprattutto per il centrodestra, che si è alla fine saldato sull’appoggio a Vincenzo Voce, sindaco uscente con un passato “para-grillino” e cvco al massimo ma poi folgorato dalla politica e infine cooptato da Forza Italia con il sigillo di Occhiuto e Cannizzaro: il campo largo tenta una sfida difficile con un candidato di estrazione civica, Giuseppe Trocino, voluto soprattutto dal Pd. Ma altre piazze saranno importanti per le due coalizioni: a esempio, il centrodestra dovrà confermarsi a San Giovanni in Fiore, “feudo” di Rosaria Succurro, Castrolibero, “feudo” di Orlandino Greco, Taurianova, “feudo” di Roy Biasi; il centrosinistra invece dovrà confermarsi a Palmi, “feudo” di Giuseppe Ranuccio, e Castrovillari. Per chi non riesce nella riconferma alla fine sarà una sconfitta, inevitabilmente.

Non è una regione per donne

Mentre è già una sconfitta per tutti i partiti la impalpabile presenza delle donne, nel senso che le candidate sindaco davvero sono una percentuale irrisoria rispetto al totale (a occhio, una ventina in tutto, con una proporzione di una candidata sindaco ogni 10 di genere maschile). Non è un gran bel segnale, questo che arriva dalla Calabria. Per certi versi non sono un bel segnale nemmeno le alleanze a geometria variabile – aggregazioni civiche che mettono insieme pezzi di centrodestra e pezzi di centrosinistra – che si riscontrano in diversi Comuni (qualche esempio tra Villapiana, Satriano, Girifalco per dirne alcuni). Non fa più scandalo – alle Amministrative è persino fisiologico – ma certo non fa entusiasmare. (a. cant.)

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