Bottino pieno, “tecnica della marmotta” e fughe lampo: la mappa calabrese dei colpi della banda dei bancomat
L’ultimo assalto a Santo Stefano di Rogliano, in provincia di Cosenza. Otto assalti compiuti con successo, comunità preoccupate

COSENZA Una rapida successione di colpi messi a segno dalla “banda dei bancomat“. Un gruppo che ormai possiamo definire di professionisti, l’ottavo e ultimo colpo messo a segno in Calabria restituisce la cifra della capacità del sodalizio di agire con successo portando a casa il bottino pieno. Nella notte, un boato seguito ad una esplosione ha scosso la piccola comunità di Santo Stefano di Rogliano, in provincia di Cosenza. I malviventi sarebbero stati tre, due dei quali fuggiti a bordo di un’auto, l’altro a piedi.
Secondo quanto ricostruito hanno fatto saltare in aria il bancomat dell’istituto di credito situato lungo la strada che collega Piano Lago a Rogliano, a pochi chilometri di distanza dallo svincolo dell’autostrada A2 del Mediterraneo, una posizione che ovviamente ha favorito la fuga.
L’intervento sul posto dei carabinieri ha consentito di effettuare immediati rilievi e da quanto abbiamo appreso sono in corso le operazioni di visualizzazione e monitoraggio delle immagini catturate dalle telecamere installate nella zona. Saranno necessari, invece, almeno tre giorni per quantificare il numero di banconote custodite nella colonnina Atm, ma si parla di bottino pieno e quindi di una cifra considerevole e paragonabile a quelle “incassate” dalla banda nel corso dei precedenti colpi messi a segno. La sindaca di Santo Stefano di Rogliano, Lucia Nicoletti, raggiunta telefonicamente dal Corriere della Calabria si è detta «preoccupata per quanto accaduto e speranzosa che le forze dell’ordine possano rintracciare nel più breve tempo possibile i responsabili». Fonti investigative, escludono – al momento – la presenza di uno o più sospettati.
Il modus operandi
L’ultimo assalto compiuto a Santo Stefano di Rogliano nella notte tra venerdì 16 gennaio e sabato 17 gennaio 2026, ricorda quello accaduto nella frazione Lauropoli di Cassano allo Jonio, nella notte tra lunedì 22 e martedì 23 dicembre 2025 e anche in quella occasione il sindaco Gianpaolo Iacobini si era mostrato particolarmente turbato rispetto all’accaduto: «La violenza e la spregiudicatezza con cui è stato compiuto l’atto non possono lasciarci indifferenti». In quella occasione, le deflagrazioni furono talmente violente da far tremare le pareti delle abitazioni limitrofe. Trascorse 24 ore, la banda percorre circa 70 km per raggiungere Santa Maria del Cedro per assaltare lo sportello automatico della Bcc Calabria Nord situato lungo la Statale 18. In questa occasione, nessun allarme lanciato per tempo, del colpo ci si è accorti solo ore dopo quando sul posto si sono recati i titolari delle attività commerciali situate a fianco alla sede dell’Atm fuori sede, un bar-tavola calda e un’agenzia immobiliare. Dalla costa al Pollino, i “fantasmi” raggiungono Laino Borgo (nella notte tra il 28 e 29 dicembre 2025) e prendono di mira l’ufficio di Poste Italiane. Il colpo al postamat varrà circa 100mila euro. Sempre nel Cosentino, la lunga scia di raid, che paiono non seguire un ordine preciso, proseguono e lasciano scossa la cittadina di San Marco Argentano, che a poche ore dai festeggiamenti per il Capodanno si ritrova a dover raccogliere le macerie provocate dall’esplosione verificatasi intorno alle tre del mattino. Anche in questo caso, ad essere preso di mira è il Postamat situato nella zona dello scalo.
Due colpi nel catanzarese
Le azioni in rapida successioni spingono la prefettura a fare un punto nel corso del Comitato dell’Ordine e la Sicurezza pubblica, con la consapevolezza di avere la necessità di contrastare uno o forse più gruppi di malviventi capaci di agire di notte e indisturbati, portando via in pochissimo tempo l’intero bottino custodito nelle colonnine Atm. Mentre nel Cosentino si studiavano le contromosse per frenare l’impeto dei malviventi, ecco che due assalti si registrano in poche ore nel Catanzarese. A Decollatura (nella notte tra l’8 e il 9 gennaio) la banda porta a casa 200mila euro. L’assalto al bancomat della filiale del Monte dei Paschi avviene intorno alle 2:45. I malviventi utilizzano la classica tecnica della “marmotta”: un dispositivo riempito di polvere pirica viene inserito nella bocchetta per l’erogazione dei contanti e fatto deflagrare a distanza. Il resto ormai è storia nota. Passano solo 24 ore, ed ecco il nuovo colpo. Una esplosione sgretola il muro, lascia incustodita per pochi secondi la cassaforte dello sportello della Bcc di Montepaone a Vallefiorita. Il prefetto di Catanzaro, Castrese de Rosa, ha messo il tema al centro dell’ultimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Ancora nel Cosentino
Prima del colpo a Santo Stefano di Rogliano, la banda del bancomat torna sui monti del Cosentino e prende di mira (nella notte tra il 14 e 15 gennaio 2026) il bancomat situato in una nota località turistica: Camigliatello silano, nel comune di Spezzano della Sila. L’istituto di credito vittima dell’ennesima azione criminale è il Monte dei Paschi di Siena. I comandi investigativi di varie regioni si scambiano, nel frattempo, ogni utile informazione. Il fenomeno, infatti, è esploso in Calabria, ma riguarda da tempo diverse centri del Sud. (f.b.)
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