Archeologia e bollicine, Vinitaly and the City consacra Sibari vetrina delle eccellenze calabresi
Il fuorisalone del vino rende concreta l’idea di un patrimonio archeologico dinamico, inclusivo e capace di generare nuove opportunità per i territori
SIBARI Eccellenze agroalimentari ed enogastronomiche, musica e testimonianze storiche non sono mondi distanti, ma espressioni diverse di una medesima civiltà. Il Parco Archeologico di Sibari ha ospitato la terza edizione di “Vinitaly and the City“, il fuorisalone del vino: un evento che rende concreta l’idea di un patrimonio archeologico dinamico, inclusivo e capace di generare nuove opportunità per i territori. Tre giornate di degustazioni, ma anche di eventi dedicati al racconto della ricerca, dell’innovazione e della sostenibilità applicate. Istituzioni, imprese e organizzazioni professionali si sono confrontate sulle sfide che attende la filiera vitivinicola: qualità, biodiversità, cambiamenti climatici, innovazione tecnologica e ricambio generazionale.
Per quanto riguarda la presenza delle imprese calabresi, i numeri sono in crescita: oltre 100 le aziende, considerando quelle del comparto vino e quelle relative agli spirits. A queste si aggiungono le numerose collettive provenienti dall’Italia e dall’estero, che portano a Sibari diverse centinaia di aziende, confermando la dimensione nazionale e internazionale dell’evento.




Dal 2024 al 2026, una sfida vinta
Un azzardo, un progetto ambizioso, un traguardo raggiunto. Dalla prima edizione, datata 2024, il Vinitaly a Sibari è cresciuto e si è affermato come importante vetrina per le eccellenze enogastronomiche regionali, contribuendo a valorizzare una Calabria sempre più riconosciuta per la qualità delle sue produzioni e per la capacità di ospitare eventi di rilievo nazionale e internazionale. Un percorso reso possibile anche grazie al supporto organizzativo di Arsac, l’Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese.

L’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – nel bilancio finale della tre giorni – ha ribadito la bontà del risultato raggiunto grazie al lavoro di squadra, fondamentale per organizzare un evento di simile portata in una terra – quella di Calabria – moderna, dinamica e ricca di opportunità. «Iginio Massari ha testimoniato con la sua presenza, per noi graditissima, questa evoluzione del sistema vitivinicolo e agroalimentare del nostro paese, l’evoluzione nell’azione di promozione. Dobbiamo essere orgogliosi e consapevoli, la valorizzazione dei nostri prodotti è fondamentale e passa necessariamente dall’ambizione della qualità della produzione, della trasformazione e poi dall’individuazione dei mercati che questa qualità la possano pagare e considerarla elemento valoriale assoluto per rendere ancora più remunerativi gli sforzi dei nostri produttori».
Non solo vino
L’olio extravergoine di oliva è stato protagonista dell’edizione estiva di Vinitaly a Sibari. «Siamo la seconda regione del paese per produzione di olio, abbiamo oltre 180 mila ettari olivetati, oggi il settore vive un momento di crisi perché i prezzi dopo due annualità nelle quali erano arrivati a superare i 10 euro si sono ridimensionati e abbiamo in corso un bando articolato in un doppio impegno, 50 milioni per i nuovi insediamenti olivicoli e 25 milioni per meccanizzazione. Vogliamo puntare sul settore fortemente perché dai momenti di crisi si esce soltanto attraverso investimenti, attraverso linee guida molto chiare che ci siamo dati adottando il piano olivicolo regionale».
Da Sibari a Reggio Calabria
L’8 e 9 agosto 2026, Vinitaly and the City si sposta a Reggio Calabria, sul lungomare più bello d’Italia. «Ci saranno novità – annuncia Gallo – ci sarà tanto entusiasmo, partecipazione, credo anche dalla vicina Sicilia. A Reggio Calabria dovremmo dare un tocco diverso rispetto a Sibari». (redazione@corrierecal.it)
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